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Studio e correlazioni sull’arresto cardiaco improvviso condotto dal Cedars-Sinai Medical Center

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Da oltre dieci anni si è convinti che il lunedì sia la giornata in cui si muore di più per arresti cardiaci.

In un articolo del 2006 pubblicato sul sito sul sito dell’Istituto ricerche farmacologiche Mario Negri, Giuseppe Remuzzi,  direttore dell’Istituto, che prova a spiegarne appunto le cause, come lo stress da ritorno al lavoro e gli eccessi del week-end, che portano ad accrescere il numero di morti per MCI il lunedì con una incidenza vino a 20 volte superiore degli altri giorni della settimana.

Il nuovo studio condotto dal Cedars-Sinai Medical Center, ospedale situato a West Hollywood a Los Angeles, California (USA) mostra che i periodi di punta sono scomparsi e ora, gli arresti cardiaci improvvisi hanno più probabilità di verificarsi in qualsiasi giorno e in qualsiasi momento.

Il gruppo di ricercatori di Sumeet Chugh, direttore del Smidt Heart Institute al Cedars-Sinai, ha analizzato i dati dello studio di morte improvvisa in Oregon tra il 2004 e il 2014. Tutti i casi riportati erano basati su rapporti di servizio medico di emergenza contenenti informazioni dettagliate sulla causa dell’arresto cardiaco.

I risultati chiave includono:

  • Dei 1.535 pazienti deceduti per arresto cardiaco improvviso, solo il 13,9% moriva nelle prime ore del mattino tra le 6.00 e le 10.00 del mattino.
  • Non ci sono prove che siano avvenuti più arresti cardiaci improvvisi il lunedì.
  • Oltre allo stress, altri fattori che contribuiscono possono essere un cambiamento nel modo in cui i pazienti ad alto rischio vengono trattati, nonché inadeguatezze nel modo in cui gli studi precedenti hanno misurato il tempo di morte causato da arresto cardiaco improvviso.

Sebbene “arresto cardiaco improvviso” e “infarto” vengano spesso usati in modo intercambiabile, i termini non sono sinonimi. A differenza degli infarti cardiaci (infarti miocardici), che sono tipicamente causati da arterie coronarie ostruite che riducono il flusso sanguigno al muscolo cardiaco, l’arresto cardiaco improvviso è il risultato di un’attività elettrica difettosa del cuore. I pazienti possono avere poco o nessun avvertimento e il disturbo di solito causa la morte istantanea.

Gli arresti cardiaci improvvisi registrano circa 300.000 morti ogni anno negli Stati Uniti. Lo studio sulle morti per arresto cardiaco effettuato dal Cedars-Sinai è una valutazione completa di 16 ospedali, condotto in una zona metropolitana con oltre 1 milione di abitanti (Portland, Oregon).

L’arresto cardiaco in Europa registra 400.000 vittime ogni anno, in Italia oltre 60.000, di cui 9.000 soltanto in Lombardia.

Lo studio fornisce ai ricercatori informazioni uniche per aiutare a determinare le cause di un arresto cardiaco improvviso. “Poiché l’arresto cardiaco improvviso è di solito fatale, dobbiamo prevenirlo prima che colpisca”, ha dichiaratoSumeet Chugh, professore di Pauline e Harold Price di Cardiac Electrophysiology Research. “Questo è solo un altro tassello del puzzle: i nostri prossimi passi sono determinare in modo definitivo le ragioni sottostanti a questo cambiamento, quindi identificare le implicazioni per la salute pubblica come risultato”.

Acronimi inerenti l’arresto cardiaco:
AC: Arresto Cardiaco
ACI: Arresto Cardiaco Improvviso
MCI: Morte Cardiaca Improvvisa
SCA: Sudden Cardiac Arrest

Fonti:
https://www.sciencedaily.com/releases/2018/10/181002144829.htm
https://www.cedars-sinai.org
http://www.marionegri.it/Infarto_+i+rischi+del+luned%C3%AC_+si+muore+20+volte+di+pi%C3%B9/17083,Comunicati.html

 

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