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Presidente Sis 118 lettera all’ENAC per obbligo defibrillatori a bordo degli aerei di linea

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Dopo i treni, l’appello del SIS118 si rivolge alla cardioprotezione degli aerei.

Avevamo ripreso in un recente articolo, l’appello lanciato dal Presidente del SIS118 (Società Italiana Servizio 118) Mario Balzanelli al Presidente del Gruppo Ferrovie dello Stato Gianluigi Vittorio Castelli per chiedere subito un sistema di soccorso sui treni italiani e la dotazione di defibrillatori nelle carrozze e nelle stazioni ferroviarie.

La circostanza scatenante si è verificata Lunedì 28 aprile, quando un turista di origine olandese di 72 anni ha avuto un malore su un volo partito da Catania e diretto ad Amsterdam, in Olanda. L’equipaggio ha dato l’allarme al 112 e il pilota ha effettuato un atterraggio di emergenza all’aeroporto di Pisa.
Per il passeggero, che ha avuto un infarto in quota, non c’è stato nulla da fare e i sanitari della Misericordia ne hanno solo potuto dichiarare il decesso.

Non è la prima volta che accadono episodi del genere sugli aerei di linea.
Abbiamo già segnalato il caso di unbambino di 2 anni deceduto per arresto cardiaco in volonel nostro paese.
Tra i molti documentati troviamo anche personaggi molto conosciuti, ad esempio nel 2016 l’attrice Carrie Frances Fisher, conosciuta come la principessa Leila di Star Wars (Guerre stellari), è deceduta alcuni giorni dopo aver subito un arresto cardiaco mentre viaggiava in aereo.

Abbiamo anche potuto documentare salvataggi in volo con il tempestivo impiego del nostro defibrillatore samaritan® PAD.

Balzanelli scrive ai vertici dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile chiedendo che sia garantita la presenza di un defibrillatore sui voli aerei di linea

“Il traffico aereo – scrive Mario Balzanelli in una nota inviata al presidente dell’ENACNicola Zaccheo – non può essere privo di una mobilità cardioprotetta. L’ente nazionale per l’aviazione civile dovrà affiancarsi al 112 per una richiesta rivolta al Governo e al Ministero dei Trasporti e al Ministero della Salute al fine di dotare gli aerei di un defibrillatore di ultima generazione e personale addestrato all’uso (RCP/BLSD) per consentire un primo efficace e tempestivo intervento”.

Il traffico aereo non può essere privo di strumenti salvavita così preziosi come i defibrillatori, in situazioni di trasporto dove l’intervento di soccorsi avanzati è difficoltoso e non attivabile in tempi brevi. E’ importante quindi, prevedere l’obbligo di dotazione a bordo di tutti i voli aerei, nazionali e internazionali, delle compagnie aeree nazionali, di un defibrillatore .
Milioni di italiani viaggiano ogni giorno utilizzando gli aerei.

“Il decesso del turista olandese per arresto cardiaco improvviso verificatosi due giorni fa durante il volo aereo partito da Catania e diretto ad Amsterdam, che ha costretto il pilota ad effettuare un atterraggio di emergenza a Pisa, unitamente ad altri, anche recenti, tragici episodi di cronaca che hanno visto decessi per arresto cardiaco improvviso a bordo di aerei – scrive il presidente Sis 118 – pone la necessità di assicurare alla cittadinanza una mobilità aerea cardioprotetta”.
In presenza di un arresto cardiaco improvviso,“l’immediata esecuzione da parte di chi si trovi sul posto, entro i primi 3-5 minuti dall’insorgenza dell’evento, quindi molto prima che possa arrivare sulla scena il 118, del massaggio cardiaco ininterrotto insieme all’erogazione di una scarica elettrica da parte di un defibrillatore, rappresentano – spiega – fattori terapeutici determinanti in grado di restituire pienamente alla vita almeno 20.000 delle 60.000 persone che invece muoiono ogni anno in Italia all’improvviso”.

L’Organizzazione Mondiale per la Salute stiamo circa 18 milioni di decessi per problematiche di natura cardiaca nel 2016, che incidono per il 31% sulle morti globali.
Ogni anni si riscontrano400.000 decessi per arresto cardiaco in Europa, di cui 60.000 in Italia.
Ogni anni si riscontrano360.00 decessi per arresto cardiaco negli USA.

Il defibrillatore semiautomatico Stryker® samaritan® PAD è già impiegato dalle compagnie aeree American Airlines e Ryanair.

La scelta trova i fondamenti sulle specifiche del defibrillatore, alvertice dei DAE disponibili sul mercato(range di impedenza, certificazioni molto restrittive come la FDA americana, tempo di carica e scarica di soli 8 secondi, assicurazione contro mal funzionamenti, indice di protezione IP56, e molto altro)
Inoltre questo defibrillatore ha il peso minore del mercato,solo 1,1Kg, con una incidenza minima sul consumo di carburante dei velivoli. Inoltre dispone di Certificazione Avionica (RTCA/DO160F, sezione 21, categoria M).

L’aspettativa è che ci si muova su 2 fronti:

  1. Le compagnie aeree non possono permettersi di efefttuare voli in condizioni di rischio per i propri passeggeri, non potendo intervenire in casi di emergenza, così frequenti quando parliamo di arresto cardiaco ed in generale di problematiche caridache. Il danno d’immagine aziendale e le ripercussioni economiche e di brand awareness possono essere veramente pesanti.
  2. Dall’altra parte le istituzioni, dovebbero intervenire imponendo l’obbligo sui voli di linea.

Fonti:
https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/cardiovascular-diseases-(cvds)
https://www.ircouncil.it/wp-content/uploads/2017/01/viva-2013-i-risultati.pdf

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