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Arresto cardiaco sul lavoro, salvo grazie al defibrillatore

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3 giugno 2016 – A causa di un infarto del miocardio, un uomo di 40 anni è andato in arresto cardiaco sul luogo di lavoro. È accaduto a Pescia. La centrale operativa del 118 Empoli-Pistoia ha ricevuto una richiesta di soccorso per un uomo in arresto cardiaco. L’infermiera del 118 che ha risposto alla telefonata si è subito resa conto della gravità della situazione e, dopo aver attivato il codice rosso, ha impartito al suo interlocutore le istruzioni sulle manovre da svolgere in attesa dell’arrivo dei soccorsi.

Fortunatamente, sul luogo di lavoro, una ditta farmaceutica, era presente un defibrillatore semiautomatico esterno e personale opportunamente formato al suo utilizzo. Dopo aver liberato il torace del paziente dagli indumenti, sotto la guida dell’infermiera Roberta Conti, i colleghi del 40-enne hanno iniziato a praticargli il massaggio cardiaco. Una volta collegato il defibrillatore al paziente e acceso il dispositivo, l’uomo è stato defibrillato ben due volte prima dell’arrivo dell’automedica (dopo 8 minuti) e dell’ambulanza della Misericordia di Uzzano (dopo 9 minuti).

Una volta giunto l’equipaggio sanitario, il paziente è stato sottoposto a manovre di rianimazione avanzate, defibrillato altre due volte ed effettuata la necessaria farmaco terapia; tutto questo ha permesso il ripristino dei parametri vitali del paziente.

A quel punto, una volta individuata la causa dell’arresto cardiaco, cioè un infarto del miocardio, è stato trasmesso in centrale operativa e all’ospedale di Pistoia l’elettrocardiogramma del paziente. Il cardiologo presente in reparto ha confermato la diagnosi e ha attivato la sala di emodinamica dove lo stesso paziente è stato tempestivamente trasportato. L’uomo, ricoverato in terapia subintensiva del livello 1 dell’ospedale San Jacopo di Pistoia, è stata sottoposto ad angioplastica.

Questo caso clinico testimonia come la catena dei soccorsi abbia funzionato perfettamente sin dalla chiamata al 118. Altro elemento fondamentale è stata la presenza del defibrillatore semiautomatico esterno, con personale abilitato, all’interno della ditta.

Decisiva anche la professionalità del personale della centrale operativa 118 e di quello intervenuto sul posto, sia quello volontario dell’ambulanza che del medico e dell’infermiere dell’automedica.

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