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Arresto cardiaco in piscina: 70enne rianimato e trasportato in ospedale

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È successo ancora: l’arresto cardiaco ha provato a mietere un’altra vittima. D’altronde, in Italia colpisce una persona ogni 8/9 minuti circa. Ma anche questa volta l’utilizzo di un defibrillatore semiautomatico esterno è stato decisivo.

Lunedì mattina, alle 9:30 circa, infatti, un uomo di settant’anni è stato colto da un malore mentre si trovava in una piscina di Verona, precisamente nella struttura di via Monte Bianco.

Accortisi dell’accaduto, i bagnini presenti a bordo vasca lo hanno soccorso tempestivamente praticandogli il massaggio cardiaco e utilizzando il defibrillatore presente all’interno dell’impianto sportivo.

L’uomo, poi, è stato trasportato d’urgenza dai soccorritori del 118 presso l’ospedale di Borgo Trento.

Una storia a lieto fine, dunque, che sarebbe potuta essere l’ennesima tragedia. Ma grazie al Decreto Balduzzi, e talvolta alla sensibilità di alcune persone, i defibrillatori DAE sono sempre più presenti all’interno degli impianti sportivi e anche nei luoghi pubblici, come starde, piaze, teatri, scuole e musei.

La speranza è quella che questi dispositivi salvavita possano presto essere installati in maniera capillare su tutto il territorio italiano, salvando migliaia di vite ogni anno. Perché è solo così che si possono avere buone probabilità di sopravvivere ad un arresto cardiaco: intervenendo tempestivamente (entro i primi 5 minuti dall’evento) e mediante l’utilizzo di un DAE.


Fonte: http://www.veronasera.it/cronaca/malore-piscina-70enne-rianimato-ospedale-30-ottobre-2017.html

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