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Defibrillatori ai volontari/operatori del 118

L’utilizzo dei defibrillatori DAE semiautomatici esterni della HeartSine è estremamente semplice, ma spesso le persone del settore, già pratiche delle tecniche di primo soccorso, sanno dimostrare in maniera migliore il corretto utilizzo dei DAE.

È il caso degli operatori del 118 e delle associazioni di volontariato; queste ultime, in particolare, di frequente hanno al proprio interno formatori sanitari altamente qualificati in grado di insegnare, in maniera chiara ed esaustiva, come si praticano le manovre di rianimazione cardio-polmonare e come si utilizzano i Defibrillatori semi-Automatici Esterni (DAE).

Il più delle volte, infatti, queste associazioni, in maniera spontanea, organizzano e gestiscono corsi di formazione per la rianimazione cardio-polmonare di base e per l’uso in sicurezza del defibrillatore DAE semiautomatico esterno.

Solitamente i corsi, indirizzati ai laici, hanno una durata di cinque ore comprensive della parte pratica e di quella abilitativa (valutazione) e sono condotti mediante l’utilizzo di un manichino per le prove pratiche da effettuare.

Grazie ai numerosi volontari e operatori del 118 presenti in ogni paese e città italiane è possibile organizzare eventi di formazione di massa per l’abilitazione alla defibrillazione in linea con gli standard nazionali e internazionali.

Gli operatori del 118, infatti, sono tecnici abilitati ad istruire i soccorritori non sanitari ad eseguire in maniera corretta ed efficace le manovre di primo soccorso (BLS-D Basic Life Support Defibrillation) necessarie a ridurre il tasso di mortalità della popolazione.

I partecipanti, sottoposti alla valutazione del personale istruttore del 118, se giudicati positivamente, riceveranno un attestato di idoneità.

Si cerca in questo modo di garantire e aumentare l’efficacia e la tempestività della catena di sopravvivenza, in particolare degli ultimi tre anelli:

  • riconoscimento immediato dell’arresto cardiaco;
  • Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP);
  • defibrillazione precoce.

Seguendo tali disposizioni, la probabilità di sopravvivenza di una persona colpita da arresto cardiaco potrebbero superare il 70%; pertanto, ogni anno, potrebbero essere salvate migliaia di vite solamente nel nostro Paese.

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